In Val Susa disboscano il territorio

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3 maggio 2013 di Il Komboloi

Il disboscamento della Val Clarea e i costi lievitati della Tav. Il movimento No Tav continua la sua lotta.foto-12

Si parte, si torna, insieme, Chiomonte come Atene”. Queste le parole di uno dei tanti slogan dei No Tav. Come a voler dimostrare che anche in Val Susa ci può essere una resistenza alla costruzione dalla Tav così come in Grecia i cittadini cercano di resistere alla crisi e al disfacimento di una società che vede di giorno in giorno sgretolarsi quelli che sono stati i proclami della democrazia ateniese, primo fra tutti la sovranità (kurios) al popolo, diversa dalla democrazia fittizia di oggi, al cui vertice non c’è più la politica e il cittadino, bensì l’alta finanza e le banche.

Dopo questa premessa, doverosa, per cercare di capire perché c’è la possibilità che si apra un fronte di lotta europeo contro i diktat imposti ai singoli Stati dalla Troika cerchiamo di capire quanto sta succedendo in Val Susa.

Il movimento No Tav denuncia il disboscamento della Val Clarea:

Trattati come semplici numeri e mq, Ltf presenta il criminale disboscamento della val Clarea dove Castagni, Aceri vivevano lì da oltre 250 anni.

Lo conosciamo bene il progresso e il valore aggiunto al territorio che il Tav dovrebbe portare, infatti dietro alle parole da spendere a vanvera, pietre secolari vengono sacrificate in nome degli interessi di pochi.

Nell’area indicata come cunicolo esplorativo, cioè l’area del cantiere, sono stati abbattuti:1776 Castagni, 758 Castagneto con rovere (di queste circa 100 piante di castagneto da frutto con età di 220-280 anni), 2097 Aceri frassineto, per un totale di 4631 piante.

Nella sola strada che va da Chiomonte a Giaglione sono stati abbattuti: 215 Castagni, 394 tra Castagneto con rovere e Quercie (di queste circa 100 piante di castagneto da frutto con età di 220-280 anni), 59 Aceri frassineto, per un totale di 668 piante. Il totale complessivo delle piante abbattute è di 5299”.

Ma in cosa consiste precisamente il progetto Tav? 270 chilometri di cui 81 sul nostro territorio (il 30%) destinati al trasporto di merci e passeggeri, è stato dato dal vertice italo-francese di Viterbo: era il 1991. La fine dei lavori della tratta internazionale Susa-Saint Jean de Maurienne è prevista per il 2023.

I costi per la realizzazione dell’opera (italiana) sono circa 8 miliardi di euro, soldi che pesano in un momento di recessione come questo, invece il costo collettivo sembra essere lievitato con il passare del tempo: 25 miliardi di euro.

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