Tassa sullo zucchero

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22 settembre 2012 di Il Komboloi

Foto Nicola Gesualdo

Provocazione degli esperti o verità nascoste?

Gli “esperti” della University of California affermano che lo zucchero crea intossicazione, deve essere vietata la vendita ai più piccoli e deve essere applicata una tassa in quanto sostanza che crea dipendenza.

Affermano che se assunta in grandi quantità è causa di tumori, malattie cardiovascolari e diabete.

Per far fronte al problema dell’obesità propongono di istituire tale tassa.

Molti giornali l’hanno presa come una semplice provocazione, ma sembra che non si limiti ad essere tale.

Che vuol dire grandi quantità?

Anche la carne se assunta ogni giorno a colazione, a pranzo e a cena può provocare tumori al colon.

L’eccesso, in genere, crea disagi.

Anche l’eccesso di avarizia può creare disagi all’uomo, ma non “all’uomo avaro” bensì all’uomo “gestito” dall’avaro.

Pur di cercare di accaparrare più tasse, “l’uomo avaro” si trasforma in avido, assume degli “esperti”, che hanno il compito di inventarsi una nuova tassa.

Insomma, è colui che incarna il perfetto capitalista: ignora il benessere degli altri a favore del proprio.

L’avaro deve far nascere il dubbio, l’insinuazione, il sospetto verso chi è semplicemente goloso, altro vizio capitale, ma sicuramente di minore dannosità rispetto all’avarizia.

Il goloso grava su se stesso, l’avaro grava sugli altri.

Il goloso non crea scompiglio e panico nell’altrui persona, l’avaro sì.

Il goloso può essere avido, sì, ma di dolce e non di tutto come l’avaro.

L’avaro è colui che desidera vivamente, che vuole avere ma non dare, colui che siede sulle poltrone e non vuole schiodarsene.

Tassare lo zucchero vorrebbe dire tassare qualsiasi tipo di bevanda o cibo che contiene zucchero.

Quindi bisognerebbe tassare anche la frutta, nota per la sue quantità di glucosio.

Se qualcuno decidesse di “drogarsi” con un’abbuffata di fichi lo stato potrebbe pretendere dal “drogato” il pagamento di una super-tassa.

Si verrebbe a creare uno spaccio di zollette o bustine di zucchero che andrebbe a fruttare ulteriormente nelle casse della malavita.

Dopo lo spaccio di hascish e di marjuana arriva anche lo spaccio di zucchero.

Potrebbe sembrare un racconto fantasioso destinato ad un pubblico di bamboccioni, ma così non è.

Dall’oggi al domani, uno dei padroni del mondo (inteso come assoluto dominatore, unico arbitro delle sorti di qualcuno) si alza, spreme le meningi per inventarsi un nuovo tributo da addebitare al cittadino e, voilà, lo zucchero tassato.

Mentre “l’uomo” non riesce neanche a comprarselo lo zucchero, il ministro della salute Balduzzi afferma “la tassa sul cibo spazzatura sarà uno dei punti chiave del nuovo patto per la salute”.

Il ministro forse non sa che altri signori prima di lui hanno tentato di incrementare le entrate erariali attraverso la golosità dell’ “uomo”.

In Italia c’era già una tassa sullo zucchero.

Nel lontano 1924 lo zucchero era tassato perché considerato un bene di lusso (costava all’incirca 5 euro attuali al chilo) .

La Corte di giustizia Europea abolì la tassa sullo zucchero nel 1992 insieme a quella sul caffè, ma quando l’ ”uomo” scoprì che il caffè si poteva fare con la cicoria,il governo italiano, nel 1924 tassò la cicoria.

Dopo la cicoria è toccato al cacao, perché da alcuni studi fatti dai soliti “esperti”, l’ “uomo” in quel periodo era ingolosito dalla cioccolata.

La storia ci insegna che l’ “uomo avaro” tasserà sempre tutto ciò che l’ “uomo goloso” possa desiderare.

Dove stiamo andando a parare?

Forse sto fantasticando, ma io posso farlo, in quanto il mio scritto “l’uomo” può decidere di leggerlo, di criticarlo o di assimilarlo, ma non va ad incidere nella suo quotidianità.

Mi chiedo: gli “esperti” che hanno proposto tale tassa possono fantasticare quanto me e far gravare nelle tasche dell’ “uomo” un’ulteriore peso, quello dello zucchero?

Io penso che hanno una responsabilità ben maggiore rispetto alla mia, vengono pagati per fare della ricerca e non ci sarebbe bisogno dell’University of California per sapere che l’eccesso di zucchero possa creare dei disagi fisici all’uomo.

Non bisogna essere contrari all’informazione, ma alla manipolazione della stessa per lucrare sull’ “uomo”.

Ci mancava solo la fiscalità nutrizionale.

N.G.

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