Politica e corruzione

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25 settembre 2012 di Il Komboloi

Articolo di Deaglio su tangentopoli

“ Buona parte del finanziamento politico è irregolare od illegale.Non credo che ci sia nessuno in quest’aula, responsabile politico di organizzazioni importanti, che possa alzarsi e pronunciare un giuramento in senso contrario a quanto affermo: presto o tardi i fatti si incaricherebbero di dichiararlo spergiuro.”

Questa è una parte del discorso tenuto da Bettino Craxi il 3 luglio 1992 in Parlamento  dopo lo scandalo Tangentopoli.

Corruzione, peculato, concussione, associazione a delinquere, finanziamento illecito e chi più ne ha più ne metta.

Sono soltanto alcuni dei reati che hanno visto e vedono coinvolti la nostra, cosiddetta, classe dirigente.

I vari Belsito, Lusi, Formigoni, Fiorito, ecc. in pochi mesi entreranno nel dimenticatoio dei più, così come è accaduto per Dell’utri, Mastella e consorte, ecc.

Oggi è il turno di Fiorito; mentre viene inquisito  i “compagni di merenda” dichiarano che si tratta solo di una mela marcia: “Mai più deve succedere un episodio del genere” .

Questa pantomima serve a ridurre la questione ad un semplice problema morale, dando l’occasione a tutti gli altri di presentarsi come quelli onesti.

Tutti compatti a puntare il dito contro la pecora nera di turno.

Il problema reale non è rappresentato solo dai singoli soggetti ma da un sistema politico marcio, da una politica che ha perso la sua definizione di cosa pubblica; è la concezione di fare politica  che è cambiata ( non da ora, “sistema Craxi” docet), ora viene intesa come accentramento di potere nelle mani di pochi per il raggiungimento di un proprio interesse economico.

Molte volte si è cercata giustificazione affermando che è consuetudine rubare; “lo fanno tutti i partiti”, come a voler giustificare un comportamento diventato prassi in un determinato ambiente, senza immaginare che invece si tratta di cleptocrazia (governo di ladri).

Le responsabilità sono molteplici, oltre a quelle politiche ci sono quelle dei media che tante volte “addormentano” lo spettatore.

Ad esempio, Enrico Deaglio conclude (PURTROPPO) così lo stupendo racconto pubblicato su “Repubblica” sezione inchieste: “E pazienza se la corruzione e la mafia sono più forti di venti anni fa”. 

In tutto ciò i cittadini rimangono inermi e dormienti, ormai si subisce tutto ciò che accade senza avere alcuna reazione, senza pensieri per poter reagire.

L’ emblema è rappresentato dal comportamento della gente che scende in piazza a stappare bottiglie se cade un Governo(vedi caduta del Governo Berlusconi) ma non a pretendere dallo stesso la buona amministrazione (spaccandole, le bottiglie, se necessario per farsi sentire).

Non sarà che anche noi cittadini abbiamo delle grosse responsabilità?

 N.G.

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