Verso il 14 novembre

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7 novembre 2012 di Il Komboloi

Il 14 novembre in tante città europee si svolgeranno manifestazioni di protesta contro l’attuale situazione economica globale. È spaccatura tra i sindacati italiani.

Foto di Nicola Gesualdo

Il 14 novembre una mobilitazione vedrà protagonisti gli operai, i precari, gli studenti, i migranti e gran parte della popolazione europea che è stanca delle politiche di austerity imposte dalla Troika.

La giornata è stata indetta dalla CES, Confederazione europea dei sindacati, dal titolo: ‘Per il lavoro e la solidarietà contro l’austerità”.

L’austerità non funziona” si legge in una nota della Confederazione europea dei sindacati, le conseguenze per l’Europa sono devastanti: blocco della crescita e disoccupazione in continuo aumento. Con i tagli ai salari e alle protezioni sociali si aggravano le disuguaglianze e l’ingiustizia sociale. Secondo la CES sono 25milioni gli europei che non hanno lavoro e in alcuni paesi il tasso di disoccupazione giovanile supera il 50%. In Italia il tasso di disoccupazione giovanile è salito al35,1%.

Tanto in Portogallo come in Spagna e Grecia le lotte reclamano la destituzione dei governi del 1%, dei governi che non solo non rappresentano la maggior parte della popolazione, ma che non sono legittimi. Sembrerebbe che il ciclo di lotte di questi ultimi anni, contrassegnati da grandi manifestazioni sporadiche e diffuse stia arrivando alla sua conclusione. Si apre un lungo ciclo di destituzione e costituzione, di costruzione di una Europa dal basso in senso geografico e politico. Ogni città sceglierà cosa fare.

Hanno risposto all’appello anche i movimenti sociali europei dandosi appuntamento a Madrid per capire come rapportarsi alla mobilitazione. Quattro giorni intensi di dibattiti e assemblee sotto il nome di Agora 99%. I temi principalmente trattati sono quelli riguardanti il debito, i diritti e la democrazia. Venticinque workshop, tre gruppi di lavoro e una mappa europea.

Tanta gente e tanto entusiasmo, un appuntamento che si svolge dopo quello di maggio scorso, Blokupy Frankfurt, e che spinge i partecipanti ad unire i movimenti sociali europei contro la finanza e la politica europea, a prescindere dal Paese di appartenenza.

A partecipare ci sono anche strutture studentesche italiane che reputano fondamentale affrontare il percorso di Agora99 come un momento di confronto tra varie realtà.
Un momento che deve inevitabilmente porsi in un’ottica di continuità di lunga durata, dandosi un calendario di scadenze internazionali da costruire comunemente nei singoli paesi su una piattaforma comune e con parole d’ordine e pratiche comuni.
Forme di comunicazione internazionale che permettano di coordinarsi rapidamente, il tutto a partire già dalla giornata del 14 Novembre, in cui è convocato uno sciopero generale in molti paesi d’Europa.

In vista della data di mobilitazione molte università italiane si preparano con iniziative e occupazioni.

Tra i sindacati è rottura. 

Cgil rompe con Cisl e Uil dopo aver tentato di organizzare una manifestazione comune per l’iniziativa europea “per il lavoro e la solidarietà” e il no all’austerità. La Uil ha accusato la Cgil di aver “buttato a mare” il percorso unitario intrapreso a livello europeo.

Sarà comunque una giornata di protesta per cambiare le politiche europee e quelle nazionali a partire dalle legge di stabilità varata dal governo Monti alla quale parteciperà, con uno sciopero di 4 ore, anche la CGIL.

Il segretario, Susanna Camusso, dal palco del No Monti day, aveva ribadito l’appuntamento del 14 novembre: “ C’è una parte del paese che non si arrende, quella parte che oggi è in piazza e continuerà a tornarci. Il 14 novembre c’è una grande manifestazione con tutti i sindacati europei. Non ci rassegniamo, questo paese lo cambieremo”.

Continua “Non c’è modo di salvare il Paese se non si salva il lavoro. E’ necessario innanzitutto curare il lavoro; se le persone non hanno il lavoro non riescono più ad avere una vita tranquilla, noi siamo qua per farle tornare a sorridere. Non ci rassegniamo, questo paese lo cambieremo”.

La Cgil chiede un cambio di rotta, un patto sociale per l’Europa, con un “vero dialogo sociale”, una politica economica che stimoli un’occupazione di qualità, un’ambiziosa politica industriale europea orientata verso un’economia verde. Tra le rivendicazioni anche l’effettiva applicazione di una tassa sulle transizioni finanziarie per combattere la speculazione e agevolare politiche di investimento, la lotta all’evasione e la frode fiscale, il rispetto per la contrattazione collettiva e il rispetto dei diritti sociali e sindacali fondamentali.

Cobas hanno indetto per il 14 lo sciopero generale per tutte le categorie, che avrà una particolare incidenza nella scuola perché proprio in quei giorni si votano alla camera i provvedimenti della legge di instabilità e rinnovano l’appello agli altri sindacati per uno sciopero unitario in questa giornata. Sabato 24 Novembre saremo anche a Roma, assieme a tutti gli altri sindacati, per (speriamo!!) una grandissima Manifestazione Nazionale Unitaria.

Annunciano che chiederanno la cancellazione delle 24 ore settimanali dell’orario di cattedra – folle aumento del 33% dell’orario di lavoro mai imposto in Italia o in altri paesi europei nel dopoguerra, la cancellazione del concorsaccio per i precari, della deportazione degli “inidonei” e della legge ApreaGhizzoni, massicci investimenti nell’istruzione pubblica, lo sblocco dei contratti e degli scatti di anzianità, il ruolo unico dalle materne alle superiori a 18 ore, come nella media europea e l’assunzione a tempo indeterminato dei precari, i diritti sindacali per tutti.

Ancora una volta queste rotture tra sindacati non fanno altro che delegittimare, davanti al Governo, il ruolo dei lavoratori.

La manifestazione partirà da piazza della Repubblica e arriverà fino a piazza del Popolo, quella piazza che il 14 dicembredi due anni fa è stata scenario di rivolta contro il governo Berlusconi.

da Oltremedianews.com

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