IX Rapporto Antigone. La situazione delle carceri italiane.

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20 novembre 2012 di Il Komboloi

A Roma è stato presentato il volume “senza dignità”, IX Rapporto di Antigone, l’associazione “per i diritti e le garanzie nel sistema penale”.Comparazione con alcune realtà europee.

Il rapporto denuncia i limiti in cui versa la situazione carceraria italiana.
Il sovraffollamento, il taglio delle risorse, le violenze e le morti in cella.

Foto di Nicola Gesualdo

Sono questi alcuni dei maggiori problemi dell’emergenza carceri in Italia, denunciati dall’associazione Antigone.

I detenuti in Italia sono 66.675 ma la capienza regolamentare dei 206 penitenziari italiani è di 45.742 posti.

Ben 26.804 detenuti, il 40,1%, non sconta una condanna definitiva ma è in carcere in custodia cautelare. Nonostante vi sia una decrescita rispetto al 2011, in base ai dati pubblicati dal Consiglio d’Europa nel marzo 2012 questa percentuale è del 23,7% in Francia, del 15,3% in Germania, del 19,3% in Spagna e del 15,3% in Inghilterra e Galles.

La media dei paesi del Consiglio d’Europa è del 28,5% e questo dato rappresenta certamente l’anomalia
maggiore del nostro sistema.

Alcuni dati che emergono dal rapporto: su 46.795 posti disponibili – calcola Antigone – oggi in cella ci sono 66.685 detenuti, per un tasso di affollamento del 142,5% contro una media europea del 99,6%.

Sono soprattutto uomini italiani i detenuti nelle nostre carceri, provenienti da Campania (26,3%), Sicilia (17,9%), Puglia (10,5%) e Calabria (8,6%). Le donne, 2.857, rappresentano solo il 4,2%. Mentre gli stranieri sono il 35,6% , una percentuale anche questa tra le più alte in Europa.
Un dato che fa emergere il disagio che vive il Mezzogiorno d’Italia.

Altro problema denunciato da Antigone è quello dell’eccessivo numero di ore trascorse in cella dai detenuti: nella grande maggioranza delle carceri italiane il tempo è in media di venti ore al giorno.

La possibilità di uscire si limita infatti all’ora d’aria, quattro ore al giorno che, lamenta Antigone, l’esperienza ci insegna che vengono spesso ulteriormente contratte.

Mantenere un soggetto chiuso per 20 ore al giorno non può far altro che aumentare il malessere della persona.

Le scarse condizioni di vivibilità aumentano il problema dei suicidi in carcere, sono 93 i detenuti morti in carcerequest’anno, di questi 50 per suicidio in cella, uno per sciopero della fame (Lecce), uno per overdose (Regina Coeli), uno per omicidio (Opg di Aversa), 31 per cause ancora da accertare e 9 per malattia. A questi numeri si devono aggiungere altri quattro morti nelle camere di sicurezza, di cui 3 per suicidio: tutti giovani stranieri, tra i 26 e 31 anni.

La situazione di gravità delle carceri italiane si desume anche dalle cattive condizioni in cui versano anche gli agenti delCorpo di Polizia penitenziaria.

Il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria stima, dal 2000 ad aprile 2012, 68 suicidi tra gli agenti carcerari. Solo lo scorso anno ne sono avvenuti otto. Numeri discordanti da quelli censiti dai sindacati autonomi di categoria, che confermano le stime sul 2011, sostenendo però che in totale sono 88 quelli che si sono tolti la vita nell’ultimo decennio. In ogni caso, un bollettino di guerra.

Migliorando le condizioni dei detenuti automaticamente si migliorano anche quelle del personale carcerario, che invece attualmente si trova ad affrontare situazioni di impossibilità a svolgere le proprie mansioni a causa del taglio di personale e alle fatiscenti strutture.

L’articolo 27 della Costituzione italiana sancisce la funzione rieducativa della pena, “Lepene(…)devonotendereallarieducazionedel condannato” oltre a sancire il reinserimento sociale; ma ciò non avviene, chi esce dal carcere è solito ritornarci, il 68% dei detenuti è recidivo.


400 mila euro di sanzioni per l’Italia.

Da settembre 2008 a settembre 2012, sono 373 i casi seguiti dal Difensore civico di Antigone e 28
le richieste di assistenza per abusi e violenze.

Tra i diritti negati: quello a non essere trasferiti arbitrariamente e lontani dai propri affetti, il diritto alla salute. Inoltre, con riferimento all’esecuzione da parte del Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria delle decisioni prese dalla Magistratura di sorveglianza, si segnala che raramente l’amministrazione vi dia seguito.

A settembre del 2012 sono pervenute 1880 richieste.
Antigone ha presentato 170 ricorsi alla Cedu e ha supervisionato altri 230 ricorsi presentati direttamente dai detenuti: 400 ricorsi che saranno decisi a breve dalla Cedu. In arrivo vi sono 400 sentenze che potrebbero portare l’Italia a pagare non meno di 400 mila euro di sanzioni.

Esempio delle carceri norvegesi

I dati sono significativi: 70 detenuti ogni 100.000 abitanti; contro i 107 detenuti ogni 100.000 abitanti in Italia, la recidiva è pari al 20%, in Italia, come su citato è pari al 68%.

Le carceri sono di due tipologie: quelle con un alto livello di sicurezza (c.d. carceri chiuse) e quelle con un basso livello di sicurezza (c.d. carceri aperte). 

Vi è sempre la presenza di posti liberi nelle carceri questo perché il tasso ottimale di utilizzo dei posti in carcere è fissato al 94 % pertanto, in caso di code per l’ingresso in prigione, è previsto un tasso di utilizzo più elevato, ad esempio si è raggiunto nel 2010 quello del 96 %. 

Che cos’è Antigone.

E’ un’associazione politico-culturale a cui aderiscono prevalentemente magistrati, operatori penitenziari, studiosi, parlamentari, insegnanti e cittadini che a diverso titolo si interessano di giustizia penale. Si occupa dei diritti e delle garanzie nel sistema penale italiano.

Promuove elaborazioni e dibattiti sul modello di legalità penale e processuale del nostro Paese e sulla sua evoluzione; raccoglie e divulga informazioni sulla realtà carceraria, sia come lettura costante del rapporto tra norma e attuazione, sia come base informativa per la sensibilizzazione sociale al problema del carcere anche attraverso l’Osservatorio nazionale sull’esecuzione penale e le condizioni di detenzione; cura la predisposizione di proposte di legge e la definizione di eventuali linee emendative di proposte in corso di approvazione; promuove campagne di informazione e di sensibilizzazione su temi o aspetti particolari, comunque attinenti all’innalzamento del modello di civiltà giuridica del nostro Paese.
Ogni anno il ministro della Giustizia autorizza l’associazione a visitare gli istituti di pena italiani.

Se lo Stato è fuori legge                                                                                                                                  

da Oltremedianews

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8 thoughts on “IX Rapporto Antigone. La situazione delle carceri italiane.

  1. Il Komboloi ha detto:

    penso che nel mio articolo parlo anche della conseguenza del malessere delle carceri e quindi della pessima situazione che vive chi lavora in carcere, non penso sia un articolo a senso unico…il senso dell’articolo è quello di denunciare il marcio degli istituti penitenziari e non chi ci lavora.

  2. Il Komboloi ha detto:

    Sono contento che mi sono stati forniti questi dati, purtroppo, che non conoscevo, sono contento di poter scrivere anche di questo.

  3. La nostra non è una critica rivolta direttamente a questo articolo, ma una “denuncia” del fatto che certi dati non vengono forniti ai media e quindi non raggiungono l’opinione pubblica. Siamo i primi che vogliono un carcere “trasparente” e migliore, perché la situazione in cui lavoriamo è davvero critica.
    Grazie per aver pubblicato il link 😉

  4. Il Komboloi ha detto:

    Grazie a voi per avermi portato a conoscenza di dati a me sconosciuti.
    Buon lavoro

  5. […] Leggi “Rapporto Antigone. La situazioni nelle carceri italiane” […]

  6. […] Leggi “IX Rapporto Antigone. La situazione delle carceri italiane” […]

  7. […] totale di circa 100 mila euro per danni morali; sentenza che arriva a poche settimana dal Rapporto Antigone(leggi), che ancora una volta ha denunciato le pessime condizioni carcerarie del bel […]

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