Fondi per l’editoria. 110 milioni di euro truffati

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21 novembre 2012 di Il Komboloi

Mentre in parlamentosi approva il cosiddetto Ddl “salva Sallusti”, si scopre che 6 parlamentari sono coinvolti in inchieste su illeciti amministrativi e concorso in truffa per ottenere contributi statali per il proprio giornale.

110 milioni di euro, questa è la cifra complessiva percepita per finanziare i propri giornali attraverso fondi statali per l’editoria.

I cittadini chiedono che i fondi per l’editoria vengano sospesi, questa conseguenza è dettata proprio da queste situazioni, parlamentari che dovrebbero tutelare il cittadino e invece lo truffano. Una truffa ai danni dello Stato equivale ad una truffa nei confronti di ogni singolo cittadino.

Si tratta di fondi percepiti dal 2003 fino ad oggi.

I parlamentari coinvolti sono il coordinatore del Pdl Denis Verdiniper il Giornale di Toscana, che avrebbe ricevuto in totale oltre 17 milioni di euro di fondi pubblici a cui non aveva diritto di accedere.

Secondo l’accusa, Verdini, è a capo di una finta cooperativa che aveva acquistato il 51% di una società editoriale. La magistratura fiorentina ha disposto un sequestro di10.892 mila euro poi confermato dalla Corte dei Conti, tant’è che a nulla è valso il ricorso presentato dal coordinatore Pdl, in quanto dichiarato inammissibile dalla Suprema Corte che ha, invece, ritenuto, il parlamentare/editore/banchiere, il reale socio di maggioranza delle due società create per chiedere alla Presidenza del Consiglio di usufruire dei fondi previsti dalla legge 62 del 2001.

L’onorevole Massimo Parisi, coordinatore del Pdl toscano, accusato di finanziamenti pubblici illegali andati a beneficio del settimanale fiorentino Metropoli.

Sergio De Gregorio(senatore Pdl) per il quotidiano Avanti, le somme contestate sono quelle percepite tra il 1997 e il 2009 attraverso la società “International Press”. Quindi accusato di associazione per delinquere finalizzata alla commissione della truffa aggravata nei confronti dello Stato, al trasferimento fraudolento e possesso ingiustificato di valori, all’emissione ed utilizzo di fatture per operazioni inesistenti, alla violazione della legge fallimentare. 

Il senatore Pdl Giuseppe Ciarrapicoper diversi quotidiani locali in Ciociaria è stato rinviato a giudizio, assieme al figlio Tullio e ad altre dieci persone, per avere organizzato e partecipato ad una maxitruffa da oltre 30 milioni di euro al fine di ottenere indebitamente dalla Presidenza del Consiglio dei ministri i contributi per l’editoria. Nel 2010, al pidiellino, sono stati sequestrati beni immobili per 20 milioni di euro.

Anche se per i fatti avvenuti tra il 2002 e il 2003 c’è stata la prescrizione.

Il deputato Pdl Antonio Angelucci, imprenditore del settore delle cliniche private ed editore di due giornali finanziati dallo Stato: Liberoe – fino al 2011 – il Riformista. Il Consiglio di Stato ha bloccato all’imprenditore 34 milioni di euro percepiti dal 2006 al 2010. Anche in questo caso l’Agcom ha scoperto che Angelucci era contemporaneamente proprietario di due testate per le quali otteneva fondi pubblici.

Infine il parlamentare di Fli, Italo Bocchinoper Il Roma, al quale la Guardia di Finanza ha sequestrato 2,5 milioni di euro di contributi pubblici destinati al quotidiano partenopeo e altri 2,5 milioni di euro per le quote societarie di cinque imprese e un immobile. I primi 2,5 milioni di euro non ancora erogati anche se le due cooperative che editano il quotidiano avrebbero tentato di aggirare la normativa sull’editoria che prevede che a beneficiare dei finanziamenti pubblici all’editoria possa essere una sola testata per editore.

 

Truffa che danneggia il cittadino ma anche l’informazione, quella vera che per andare avanti deve farsi carico delle spese editoriali perché i fondi dello Stato sono stati concessi al mascalzone di turno.

Aprire una testata per dar voce al politico di turno che caccia i quattrini, non sempre, ad esempio Il Roma da un paio di mesi naviga in cattive acque con i suoi i giornalisti che non ricevono lo stipendio, è una cosa ingiusta.

 

Milioni di euro che fanno rabbrividire chi invece non riesce a percepire una pensione o uno stipendio e deve sentirsi ripetere ogni giorno dai politici, dal Governo dei tecnici e dai media che siamo in crisi e che dobbiamo stringere i denti.

I denti la gente li stringe ma per rabbia e indignazione conseguenti a questi scandali.

Questo potrebbe essere una delle tantissime motivazioni che spinge migliaia di persone a scendere in piazza con rabbia; la popolazione si sente tradita da chi dovrebbe rappresentarli e tutelarli.

La crisi è stata creata da chi ha gestito questo Paese per anni, parlamentari seduti sulla propria poltrona da 30 anni e che non hanno fatto altro che avvantaggiare parenti e amici.

Ma c’è da parte della gente la voglia di cambiare realmente le cose? Saranno le urne a sancirlo, anche se dalle primarie si capisce che il cambiamento riguarderà solo la mancanza di una lettera alfabetica, la L.

 da Oltremedianews

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