Alla conquista del potere attraverso il voto

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27 novembre 2012 di Il Komboloi

Perché in Grecia si parla di Repubblica di Weimar e in Europa il rischio IV Reich non è assolutamente scongiurato?

Cosa fanno le istituzioni internazionali per contrastare l’avvento dei neo nazi-fascisti?

Foto di Nicola Gesualdo

Dichiarare queste organizzazioni (Forza Nuova, Casa Pound, Alba dorata, Alleanza Nazionale USA, Partito Naziona-Democratico tedesco, Nuova Destra Rumena) illegali, stroncherebbe sul nascere il problema di intolleranza nei confronti del “diverso”(gay, stranieri, ecc). Logicamente diversi, secondo la concezione di alcuni mentecatti.

Un provvedimento serio eviterebbe le lotte di strada tra fazioni politiche e garantirebbe una democrazia reale.

Molto spesso per democrazia si intende il diritto di esprimere le proprie idee a tutti, giusto, ma non si può concedere il diritto di parola o di esistenza a chi è propenso a creare odio e ad inculcarlo alla popolazione, fingendo, così, ad esempio di risolvere i problemi dell’immigrazione clandestina.

Voltaire direbbe: “detesto ciò che dici, ma difenderò fino alla morte il tuo diritto di dirlo”.

Concetto nobile ma che ha un limite, questo può avvenire purché così facendo non si danneggi inequivocabilmente il resto della società.

Come l’estremismo arriva al potere.

Ha provato a spiegarlo Andréas Pantazopoulos, professore di Scienze Politiche all’Università Aristotele diSalonicco, ha pubblicato un articolo dal titolo “Come battere i Neonazisti” in cui analizzava il partito Alba dorata e le sue ideologie, definite neofasciste.

Secondo Pantazopoulos la progressiva comparsa di gruppi di estrema destra rappresenta per la Grecia un fatto completamente nuovo; egli infatti scrive:

«Un fenomeno di questa portata non esiste in nessun altro paese europeo, perché altrove i grandi partiti di estrema destra continuano a negare la loro discendenza fascista. Alba dorata non appartiene a questa categoria.»

Pantazopoulos continua affermando che le cause principali di questo proliferare di formazioni neofasciste (come Alba Dorata) e antisemitismo siano da attribuire alla delegittimazione della politica nonché alla «insicurezza culturale» della società greca che sta vivendo la crisi economica:

«Le ricerche su questo argomento hanno portato alla seguente ipotesi: i fattori che portano ad atteggiamenti politici e sociali estremi, a cominciare dal voto antisistemico di estrema destra, non si limitano alla parte finanziaria della crisi, ma al suo sovrapporsi con variabili culturali come la paura nei confronti dell’immigrazione, l’alterazione degli stili di vita e la scomparsa delle frontiere nazionali.»

Pantazopoulos afferma che, per estirpare la violenza filo-nazista di Alba Dorata dalla società greca, non basta limitarsi a denunciare pubblicamente questi atteggiamenti antidemocratici ma bisogna che la politica, lo stato e le istituzioni riprendano il ruolo di garanti dell’ordine sociale che avevano un tempo:

«Di conseguenza, paventare la violenza filo-nazista e percepirla in modo generico non può risolversi in una semplice teoria di base. E nemmeno con le abituali forme di denuncia. Di per sé questo genere di pratiche, benché utili, non risponde alla complessità dei fattori che generano e accrescono la violenza. La paura del nazismo esige una presa di coscienza politica da parte dello stato, della classe politica e delle istituzioni, che oggi hanno perso valore. Prima di tutto occorre che la legge si sappia imporre quando è sotto assedio. Occorre che lo stato abbia la capacità, in nome del suo potere politico, di intervenire e di regolamentare, quando possibile e in maniera democratica, il flusso migratorio. In pratica, ciò significa varare una vera politica migratoria nazionale. È in questo ambito che l’azione riprende tutto il suo pieno significato, tanto svelando le facce del filo-nazismo che rimettendo in ordine le istituzioni che le combattono.»

Ma se lo Stato, la politica e le istituzioni sono rappresentate da Alba dorata chi deve risolvere il problema?

Bisogna iniziare a pensare se sia il caso di andare a votare, logicamente non un partito qualsiasi, purché si contrasti l’avvento di partiti neo nazisti e neo fascisti.

Iniziare a costruire un futuro governativo per poter cambiare il corso degli eventi, dequalificanti e distruttivi, che ci stanno imponendo oggi dall’alto.

Astenersi dal voto oggi contribuirebbe solo a rafforzare l’avvento di questi pseudo partiti, che acquisendo sempre più potere pongono le basi per una “politica” fatta di odio e disuguaglianza sociale ancora più forte di quella che viviamo oggi.

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6 thoughts on “Alla conquista del potere attraverso il voto

  1. Maria Gesualdo ha detto:

    Sono rimasta colpita dalle prime righe del tuo pensiero: “Dichiarare queste organizzazioni illegali, stroncherebbe sul nascere il problema di intolleranza nei confronti del “diverso”(gay, stranieri, ecc). Logicamente diversi secondo la concezione di alcuni mentecatti.”
    Come se omofofia, razzismo, misoginia fossero espressioni esclusive di queste organizzazioni. Io vivo in un Paese che non riconosce nessun tipo di unione al di fuori del matrimonio.
    Vivo in un Paese in cui le donne non esistono.
    Vivo in un Paese in cui gli stranieri sono ghettizzati e odiati.
    Vivo in un Paese fatto di corporazioni, di evasori, di mafiosi.
    Vivo in un Paese in cui le persone di “sinistra” votano Bersani, testimoniando una forte volontà di continuità con il passato, sotto il profilo culturale, sociale, economico, e non votano Vendola, perchè è gay. Questo è il tipo di partito che mi spaventa, che io vorrei dichiarare illegale.
    Vivo in un Paese che scende in piazza per mantenere false rendite del passato, e non capisce che è tempo di cambiare.
    Vivo in un Paese ancorato ad una cultura sociale atavica, immobile, in cui non mi riconosco.
    Vivo in un Paese che non rispetta l’identità individuale, vivo in un Paese di mentecatti.

    • Il Komboloi ha detto:

      Condivido in pieno il tuo pensiero…infatti, conoscendomi capirai che io non ho ASSOLUTAMENTE votato bersani, anzi, non ho votato, non so se sia stato bene o male…però non credo che Vendola, soltanto perché bravo oratore e sostenitore di una categoria sia il meno peggio di tutti…basta vedere come ha ridotto,perché la colpa è stata sua, la Puglia per vedere quale è stata la sua gestione: l’ilva è nella situazione di cui tutti sappiamo ( non è colpa di Vendola, ma vuoi o non vuoi è stato amministratore della puglia per tanti anni da dover cercare le colpe negli altri solo ora), la sanità pugliese l’ha ridotta ad una “Milano da bere”…non sto accusando Vendola del decadimento dell’Italia, ma non penso che possa rappresentare la svolta per questo Paese, purtroppo se mi chiedi chi possa essere la svolta, non riesco ad indicarti una persona ma soltanto dei principi che, ancora una volta, purtroppo, non riconosco in nessuno di coloro i quali ci dovrebbero rappresentare….un abbraccio

      • Maria Gesualdo ha detto:

        Quello che penso è che Vendola non verrebbe votato da tantissimi italiani solo perchè gay e quindi non degno di rispetto. Sono talmente prevenuti che non si fermano neanche a sentire quello che ha da dire. Il mio punto è che in Italia c’è ignoranza e chiusura verso la diversità, intesa come tutto ciò che non è in linea con le convenzioni che la società ci ha imposto.
        Per quanto riguarda Vendola, la mia opinione è positiva, perchè sta cercando di fare quello di cui l’Italia secondo me ha bisogno e che non può più rimandare: un cambiamento culturale. Tendiamo a portare avanti comportamenti ed idee, che appartengono ad un contesto storico che non esiste più. Vendola ha creato strumenti per cambiare la cultura dei giovani del sud, mettendo a loro disposizione tante politiche giovanili, con finanziamenti a fondo perduto. Queste sono le politiche che cambiano la società, che spingono i giovani a rischiare, investire, creare, produrre e non aspettare il posto pubblico fisso, che non c’è più, perchè non ce lo possiamo più permettere, perchè non cresciamo, e non si cresce con la burocrazia ma con le imprese.
        A livello nazionale, soluzioni politiche non ce ne sono, ma il vero problema è che non ci sono perchè è il popolo italiano che non le vuole trovare. Un abbraccio

  2. Il Komboloi ha detto:

    Ancora una volta mi trovo a condividere in pieno il tuo ragionamento su quanto farebbe la gente, o meglio non farebbe, votare un gay…su Vendola, come in tutte le cose, tu hai trovato delle positività e io delle negatività…io sono deluso in primis dalla politica, TUTTA, e poi da come il popolo italiano non reagisca a nulla…siamo il popolo del NON FARE…

  3. Il Komboloi ha detto:

    http://popoff.globalist.it/Secure/Detail_News_Display?ID=42501&typeb=0
    Neanche a farlo apposta, mi è uscito questo articolo davanti…attinente alla nostra discussione..

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