Il “suicidio rivoluzionario”. Il più grande suicidio della storia, l’Opus Dei e la profezia di Orwell.

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30 novembre 2012 di Il Komboloi

Non ci siamo suicidati, abbiamo compiuto un atto rivoluzionario per protestare contro un mondo disumano” queste le parole pronunciate da Jim Jones poco prima di togliersi la vita.

Avete tutti presente il libro “La fattoria degli animali” di George Orwell?

Saprete anche che i personaggi del libro hanno preso vita più e più volte nella storia.

la attoria degli animali

Ma io voglio raccontarvi una storia che fa accapponare la pelle, è quella di Jonestown.

Forse molti di voi la conoscono, però quanti di voi l’hanno collegata al libro di Orwell uscito nel 1944?

Neanche a farlo apposta, il proprietario della fattoria di cui parla Orwell, ha lo stesso nome del protagonista di questa storia, JONES.

Per fare il parallelo occorrerebbe leggere il libro dello scrittore scozzese, ma la storia che segue è comunque da brividi.

Il 18 novembre 1978 avviene il più grande suicidio di massa della storia.

Siamo negli Usa del Presidente Richard Nixon.

Il reverendo Jones è un uomo stimato, che propugna una sorta di socialismo apostolico, e anche assessore all’edilizia del comune di San Francisco sotto il sindaco democratico George Moscone. Addirittura la moglie del presidente Carter, Rosalynn, è colpita dalla bontà di quest’uomo e intrattiene con Jones regolare corrispondenza epistolare. Il vicepresidente Mondale, in una lettera al «caro Jim», si dichiarava «riconoscente per il lavoro del Tempio del Popolo nella difesa della libertà di stampa, nella lotta contro la droga e nella direzione di un istituto per bambini handicappati».

Jim Jones

Nel corso degli anni riesce a costruire una vera e propria comunità, il Tempio del Popolo, che si discosta dal modo di vivere americano. Inizialmente tanta gente ci crede, abbandona le proprie case per seguire Jones, il quale si rifà ai principi di uguaglianza sociale e razziale di Malcom X e di Martin Luther King.

Jones, odiato dai bianchi che lo costringono ad allontanarsi dalla chiesa pentacostale, di conseguenza abbandona Indianapolis per trasferirsi in California, una nuova terra promessa, in compagnia di 81 persone, senza una vera e propria meta.

La comunità di Jones cresce, eliminando le divisioni economiche e di razza, rifacendosi alle parole di Gesù; diventano migliaia gli adepti del Tempio del Popolo.

Dopo un seguito notevole iniziano i tour per tutto il paese, con dei pullman di linea acquistati dalla comunità, riescono ad aggregare un numero notevole di persone che abbandonano tutto e salendo sul primo scalino del pullman automaticamente abbracciano il pensiero Jonesiano, dovendo lasciare ogni bene materiale.

Per i politici è solo un truffatore, ma per la propria gente è il Salvatore, colui che riesce a fare dei veri e propri miracoli, come è accaduto durante degli incontri in cui riesce a far riacquistare la vista a persone cieche o la mobilità degli arti a paraplegici.

jonestown

Si riveleranno tutti dei falsi miracoli, congeniati con i finti protagonisti. Oltre ai finti miracoli si iniziano a verificare casi di violenza, fisica e morale, ai quali, gli adepti non si oppongono, perché ormai assoggettati mentalmente dal lavaggio del cervello fatto da Jones.

Nella “Fattoria degli animali” di Orwell, quando i maiali impongono un primo inno a tutti gli animali, “Bestie d’Inghilterra”, questi sono assoggettati da tale inno, ma all’improvviso i maiali, che hanno preso il potere all’interno della fattoria, decidono di abolire quell’inno nel quale gli animali non hanno più il diritto di riconoscersi. Allo stesso modo Jones, dopo qualche tempo rinnega la parola di Gesù, lanciando la bibbia davanti ai propri adepti durante un sermone, e tutti, così come i protagonisti di Orwell, in silenzio, si riconoscono nel nuovo pensiero.

Jones comincia ad incutere timore agli adepti affermando che il loro movimento è osteggiato dal Governo, da forze nemiche che contrastano il Tempio del Popolo. Analogamente, i maiali di Orwell, fanno credere al resto degli abitanti della fattoria, che l’uomo rema contro di loro e quindi devono combatterlo.

Jones inizia a diventare paranoico, credendo e facendo credere che ovunque e in ogni momento ci potessero essere minacce, come ad esempio agenti infiltrati della Cia, tanto da portare gli adepti a crederci e a proteggerlo fisicamente da queste eventuali quanto inesistenti minacce.

Jones, agli occhi degli adepti, diventa più importante della famiglia. La comunità diventa una sorta di Gestapo, i familiari si denunciano a vicenda per tutelare la comunità stessa.

Cartina della Guyana

Cartina della Guyana

Dopo un incendio che distrugge il tempio, da San Francisco, la comunità decide di trasferirsi nella Guyana, in America meridionale. Jones prende segretamente accordi con il governo della Guyana per ottenere alcuni lotti del terreno nella giungla: così, nell’estate del 1977, più di mille persone si trasferiscono nella nuova «terra promessa» dando vita a Jonestown, la comune della setta del Tempio del Popolo. Nasce Jonestown, dove si mangia ciò che si produce. Dopo un primo periodo di pace si tramuta lo spirito.

Ormai la comunità si regge sul terrore; Jones ha installato dei megafoni nell’intera comunità, dai quali può parlare solo lui, e trasmettere messaggi registrati, diffusi anche di notte. Un vero e proprio lavaggio del cervello.

Gli squilibri di Jones sono avallati dal fatto che si crede la reincarnazione di Cristo e Lenin insieme. Sostiene che forze americane stanno arrivando per distruggerli e che nessuno può più tornare indietro.

La cosa più proibita è proprio esprimere la volontà di partire, proprio come nel caso di chi, nel libro di Orwell, abbandona la fattoria e viene additato come un nemico.

Il Governo degli Stati Uniti, dopo le denunce di ex adepti, familiari e amici, decide di intervenire con una commissione federale guidata dall’onorevole Leo Ryan. La Commissione decide di andare in Guyana, per valutare quale sia realmente la situazione.

Leo Ryan

Leo Ryan

Ryan, il 17 novembre 1978, viene accolto con un banchetto contornato da balli e canti, volendo dimostrare che chi si trova lì lo fa di sua spontanea volontà, anche se ben presto verrà fuori è la realtà.

Il giorno seguente qualcuno tenta di far arrivare un bigliettino all’Onorevole chiedendo aiuto per poter andar via da Jonestown.

Alle 11.30 di mattina, del 18 novembre, iniziano le prime confessioni davanti alle telecamere dei giornalisti della NBC arrivati in Guyana con la commissione. É una giornata di pioggia torrenziale e tanti adepti prendono coraggio e decidono di abbandonare la comunità, nonostante le implorazioni nervose di Jones, il quale si sente tradito.

La situazione diventa ingestibile, da una parte Jones che con finta calma invita gli adepti a ripensarci, e dall’altra Ryan, rappresentante in quel momento degli Usa, che non riesce a capire come la situazione possa evolversi in maniera ingestibile da un momento all’altro.

Detto, fatto; un uomo, piangendo e implorandolo di andar via, si avvicina a Ryan con un coltello minacciandolo e successivamente colpendolo, viene bloccato da alcuni adepti ma Ryan solo in quel momento si rende conto che la situazione gli sta sfuggendo di mano, scappa via.

In pochi attimi la situazione precipita, Ryan ha la camicia insanguinata, i giornalisti e la commissione si dirigono verso l’aereo parcheggiato nella pista attigua al villaggio, scappano. Dopo poco vengono raggiunti da un camion con il cassone ribaltabile dal quale scendono 3 adepti che si limitano ad osservare la situazione, risalgono sul camion e fanno il giro dell’aereo, si rifermano e dal cassone escono altri uomini armati che cominciano a sparare all’impazzata contro la commissione e contro gli adepti che stavano fuggendo da Jonestown.

Ryan viene colpito a morte, gli spari cessano e gli uomini scappano verso il villaggio.

Ryan ucciso dagli adepti

Ryan ucciso dagli adepti

Jones raduna tutti gli adepti in una situazione surreale, annunciando la morte dell’onorevole Ryan e intimando paura negli adepti, affermando che gli americani torneranno per torturare i loro bambini e propone come unica soluzione l’andar via, ma non cambiando posto, ma andando a “dormire”, morendo in pace. La gente non capisce, il discorso è tenuto da un uomo visibilmente non sano, con la voce biascicante.

Durante l’assemblea Jones fa schierare delle guardie armate lungo il perimetro di tutto il padiglione. Nonostante ciò qualcuno cerca di dissentire alla proposta di Jones, dicendo che si potrebbero trasferire in Unione Sovietica, come più volte, lo stesso Jones, aveva porposto.

Nulla da fare, i dissidenti vengono subito zittiti con la stessa retorica di Jones, che ha portato tutti a quel punto di non ritorno.

All’improvviso i bambini vengono strappati dalle braccia delle madri, tra le urla di protesta degli adepti.

Per evitare di cadere nelle mani del nemico Jones ha proposto di morire con rispetto per se stessi, per entrare in un’altra dimensione.

Uno ad uno gli adepti iniziano a cadere a terra, in preda alle convulsioni e con la bava alla bocca.

Jones ha fatto bere un bicchiere di cianuro a tutti, facendo credere ad un suicidio volontario, un atto rivoluzionario condiviso dall’intera comunità, alcuni dei 167 sopravvissuti hanno potuto raccontare la propria storia e diffondere la verità affermando che non si è trattato di un suicidio di massa, ma “Jones ha ucciso quelle persone”.

"Suicidio rivoluzionario"

“Suicidio rivoluzionario”

Tante le lettere ritrovate a Jonestown nelle quali si accentua la volontà di non morire e di credere invece in un mondo migliore, un sogno distrutto dall’avidità di potere dell’uomo.

La stessa avidità descritta da Orwell, a conferma che il tempo va avanti ma la storia si ripete.

Jones aspettò che tutti esalassero il loro ultimo respiro e si sparò un colpo di pistola alla tempia.

A Jonestown si conteranno 915 vittime.

Complotto Usa

Complotto Usa

In Unione Sovietica si è parlato di complotto.

Nel 1987 fu pubblicato nell’URSS il libro-inchiesta dai caratteri accusatori The Jonestown Carnage: A CIA Crime (1978) di S.F. Alinin, B.G. Antonov e A.N. Itskov, incentrato sul presunto movente anticomunista che avrebbe scatenato il massacro.Si citano quindi alcune caratteristiche del Tempio del Popolo che lo avrebbero reso impopolare al governo americano: la pratica del cosiddetto “socialismo apostolico” propugnato da Jim Jones, l’ateismo e l’opposizione al capitalismo e imperialismo degli Stati Uniti.

Nel libro si appunta anche a presunti e numerosi incontri che sarebbero avvenuti fra rappresentanti del Tempio del Popolo con ambasciatori sovietici inviati a Jonestown per negoziare il potenziale trasferimento della comunità nell’Unione Sovietica. Viene riferito della visita a Jonestown dell’ambasciatore Feodor Timofeyev il 2 ottobre 1978, che elogiò la comunità per i loro sforzi nella costruzione di un “paradiso socialista” in faccia agli Stati Uniti.

In base a questo e altre accuse, gli autori sostengono che i membri del culto sarebbero stati assassinati da mercenari pagati dalla CIA per prevenire una possibile emigrazione politica dagli Stati Uniti nel caso che il progetto portato avanti da Jones avesse avuto fortuna all’interno del Paese.

torture opus dei

torture opus dei

Analogamente a Jonestown sarebbe interessante capire la storia dell’”Opus dei”, una comunità che ha 85.000 membri in tutto il mondo.

L’Opus Dei ha un’influenza decisiva e sempre più ingombrante, sia negli ambienti dell’alta finanza che nell’ambiente politico.

L’Opus Dei è apparsa per quella che è, un’organizzazione dedita a intrighi e menzogna, trasversale a tutti i livelli, da destra a sinistra, dal centro all’ombra del centro. Si è venuti a sapere delle pratiche punitive a cui sono sottoposti i membri: sveglia ogni mattina alla sei, doccia gelata, divieto di assistere a spettacoli o di leggere libri senza previa autorizzazione, controllo della posta, la segretezza è una prassi unilaterale ed è mantenuta in modo quasi maniacale.

Sono venuti alla luce anche altre verità: le pratiche autopunitive, l’inesorabile riduzione della personalità del fedele laico, una specie di regressione infantile, e anche questo è vero, ho conosciuto un Numerario che trovava naturale scrivere una letterina a Gesù bambino, con conseguente e ovvia diffusione di problemi mentali e uso di psicofarmaci.

Ma sarà difficile venire a sapere veramente come funzionano le cose.

L’ opera appartiene alla Chiesa cattolica, le sue azioni sono guidate da un prelato eletto da un congresso generale ma successivamente confermato dal papa ossia: la prelatura personale altro non è che una struttura istituzionale e gerarchica della Chiesa, alle dirette dipendenze del pontefice.

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8 thoughts on “Il “suicidio rivoluzionario”. Il più grande suicidio della storia, l’Opus Dei e la profezia di Orwell.

  1. […] si trova la “Bury Farm”, la fattoria che, secondo molti, Orwell usò per ambientare La fattoria degli animali. Scoppiata la guerra civile spagnola, vi prende parte combattendo per il Partito Operaio di […]

  2. amico ha detto:

    Le cose che ho letto sull’Opus Dei in questo articolo mi sembrano prese di sana pianta da libri contro l’Opus Dei… non è il massimo dell’attendibilità. Perché non fare un po’ di ricerca? Perché non domandare a loro? Hanno sito internet in decine di lingue http://www.opusdei.org e Uffici Informazioni ovunque, anche a Roma: tel. 066867522 e press@opusdei.it. Ho imparato nella vita a non accontentarmi mai di ciò che “viene detto”, chiedere sempre, interessarsi, sperimentare direttamente. Cmq dopo averli chiamati e incontrati ho capito che sono semplicemente cattolici che si impegnano a vivere la fede tutti i giorni. Il resto è Dan Brown…

  3. Il Komboloi ha detto:

    assolutamente non sono prese da libri contro l’Opus Dei, tra l’altro mai letto un libro contro l’Opus dei…ma secondo te, consultando le loro fonti (tra l’altro avevo gia consultato il sito) e chiedendo a “loro” cosa ne pensano dell’Opus Dei, cosa potrebbe mai uscire fuori, se non qualcosa di parte e di fazioso..Apprezzo il tuo suggerimento, ma tu sai cosa c’è dietro a quanto ho scritto? cosa ho vissuto io prima di scriverlo? e se ti dicessi che mi sono camuffato per mesi in un adepto e ho visto cose che sarebbe troppo scomodo raccontare? Ho imparato nella vita ad essere camaleontico e a non accontentarmi di quanto mi dice il diretto interessato. Il resto è vita vissuta…

  4. Giacomo Staffa ha detto:

    Caro amico Komboloi hai mai pensato che se quello che uno dice di sè è fazioso e di parte, alla fine nessuno potrebbe parlare di nulla? E poi, non raccontare che ti sei camuffato da “adepto” dell’Opus Dei per lungo tempo, oppure raccontaci come, dove e quando. Un cordiale saluto, caro bugiardo.

  5. Il Komboloi ha detto:

    “Caro amico Komboloi hai mai pensato che se quello che uno dice di sè è fazioso e di parte, alla fine nessuno potrebbe parlare di nulla?” QUANTO PUò ESSERE SCONTATA LA TUA FRASE….per me tanto…e dalla tua risposta capisco che non hai capito il senso…prima di dare del bugiardo a qualcuno bisogna conoscere…sei tu che me lo insegni…

  6. […] Leggi “Il suicidio rivoluzionario”. Il più grande suicidio della storia, l’Opus Dei e la … […]

  7. […] però sembra effettivamente profilarsi da questa campagna elettorale è, per rimanere in tema, una “fattoria degli animali” (leggi) in pieno stile […]

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