Accordo segreto Cina-Canada per aggirare norme ambientali

Lascia un commento

7 dicembre 2012 di Il Komboloi

Il patto FIPA che sta prendendo forma in questi giorni servirebbe a mascherare un tentativo di sfruttare giacimenti di petrolio più tossico del normale, presenti sul territorio canadese. Una campagna internazionale vuole far dichiarare illegale l’accordo.

Un governo che tenta di aggirare le proprie stesse leggi, il paradosso totale. Dopo essere stato bloccato per ben due volte dai propri cittadini, il governo canadese tenta di sfruttare combustibili fossili tossici grazie a un patto segreto con la Cina.

Il Primo ministro canadese Stephen Harper non ha scordato il proprio passato da petroliere e da tempo investe nei ricchi giacimenti presenti sul proprio territorio. Si calcola che il suolo canadese contenga circa 175miliardi di barili di petrolio sotto forma di sabbia bituminosa ed è già previsto, entro il 2018, un ampliamento di Syncrude, monumentale progetto di estrazione petrolifera.

Finora, attivisti, ricercatori e semplici cittadini erano, però, riusciti per due volte a fermare la produzione di oleodotti in Canada e Usa. I test sull’impatto ecologico del petrolio non convenzionale, compiuti ad Alberta secondo il metodo well-to-wheel (dal pozzo alla ruota), hanno, infatti, dato risultati sconcertanti. La semplice estrazione dell’oro nero dalle sabbie provoca infatti una quantità di emissioni tre volte più inquinanti del normale. Il prodotto finito, il 35% più tossico.

Dopo essere uscito l’anno scorso dal Protocollo di Kyoto, il Canada compie ora un altro passo in direzione anti-ecologista. Il trattato sino-canadese FIPA, infatti, rischia di dare a diverse multinazionali cinesi il potere di sfruttare i giacimenti tossici di sand oil, aggirando le norme ambientali dello stesso governo canadese. La compagnia cinese CNOOC si è già mossa per tempo, acquistando la canadese Nexen per oltre 15 miliardi di dollari.

Il popolo della foglia d’acero si sta già muovendo per far dichiarare illegale il trattato, grazie a una class action coordinata dall’associazione di volontari Avaaz. L’organizzazione sta raccogliendo donazioni internazionali per finanziare una campagna informativa sull’argomento e per pagare uno studio legale specializzato in Diritto Costituzionale che sfidi il governo in sede di tribunale.

La questione vede coinvolta da vicino anche l’Unione Europea. E’ stato, infatti, bloccato il progetto della Commissione di mettere un’etichetta sul petrolio “alternativo” proveniente dal Canada che informi circa la sua dannosità. Tra i maggiori oppositori alla proposta, l’Olanda e la Gran Bretagna, dopo aver subito forti pressioni in tal senso da parte del colosso anglo-olandese Shell, che ha forti interessi nella nazione nord-americana.

Qui sotto il link per la raccolta fondi on-line:

https://secure.avaaz.org/it/canada_fipa_pledge_en_nrc/?bJxnVbb&v=19818

Da Oltremedianews

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: