“Mi vergogno di essere italiano”. Il padre di Cucchi racconta…

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17 gennaio 2013 di Il Komboloi

Ieri c’è stata l’ennesima puntata sul caso Cucchi. I sei periti (i milanesi Cristina Cattaneo, Mario Grandi, Gaetano Iapichino, Giancarlo Marenzi, Erik Sganzerla, Luigi Barana)  incaricati dalla terza corte di assise di Roma di stabilire le cause della morte di Stefano Cucchi hanno affermato:”I medici dell’ospedale Sandro Pertini, con condotte colpose o con imperizia o con negligenza, non hanno saputo individuare la patologia da cui era affetto il paziente Stefano Cucchi, di cui ne
sottovalutarono le condizioni. L’evento morte era prevedibile”.stefanocucchi_01

La responsabilità per la morte di Stefano, quindi, ricadrebbe sui medici, senza tenere neanche in considerazione i lividi sul volto, l’occhio destro rientrato nell’orbita, l’arcata sopraccigliare sinistra gonfia, la mascella destra con un solco verticale, segno di una frattura e la schiena spezzata.

Come mai Stefano Cucchi è arrivato in quelle condizioni in ospedale?

Il padre Giovanni, dopo il processo di ieri ha deciso di scrivere una lettera nella quale spiega il suo stato d’animo e dice: “Abbiamo dovuto ipotecare casa per far fronte alle spese del giudizio, quando dovrebbe essere lo Stato a difenderci. Stefano è solo la punta di un iceberg che evidenzia come sia il sistema che non va. Un sistema che presenta aspetti negativi che non si vogliono far emergere. Speriamo che la morte di Stefano serva almeno a questo, affinché non accadano più fatti del genere”.

La lettera 

Ora dico veramente basta. Ci sentiamo presi in giro. Non condividiamo nulla della perizia. Ieri abbiamo assistito ad uno spettacolo letteralmente indecoroso. Abbiamo impegnato ogni risorsa per portare qui i nostri consulenti. Si era creata la possibilità, su richiesta del nostro difensore, di poter far fare le domande a loro stessi, senza dover passare per il tramite degli avvocati.

Ne avrebbe guadagnato il processo e, soprattutto, la verità. I difensori degli imputati erano d’accordo, evidentemente anche loro volevano dare un contributo di verità o comunque non ne erano preoccupati. Invece no! I PM si sono opposti senza alcun rispetto! Di che cosa avevano paura i PM??

Continuiamo ad avere nel processo più rispetto dagli imputati che dai PM ai quali sembra prema di difendere i loro consulenti più di ogni altra cosa. I periti affermano che Stefano è morto per negligenza medica e non per abbandono. I periti assolvono gli infermieri, portati quindi davanti alla corte d’Assise per nulla.

Ed allora cosa c’é da difendere ancora? Allo Stato abbiamo consegnato nostro figlio sano e vivo. Lo Stato ce lo ha restituito morto ed in quelle terribili condizioni. Noi vogliamo le scuse dal ministro per l’atteggiamento tenuto dai suoi due PM.

Siamo stanchi di sentirci dire da tutti e dico tutti, che abbiamo ragione. Noi siamo cittadini rispettosi da sempre delle istituzioni e che pagano regolarmente le tasse. E’ per noi inaccettabile che ci si riservi questo trattamento da persone che rappresentano lo Stato e per lo Stato lavorano.

Nostro figlio è stato giudicato come albanese senza fissa dimora ed è morto come italiano di Roma senza diritti. Ed ora nel processo lo Stato dimostra tutta la sua coerenza ancora una volta.

Mi vergogno di essere italiano.

Giovanni Cucchi

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