Grillo fa paura

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21 gennaio 2013 di Il Komboloi

Piccola e doverosa premessa. Se parlo di Grillo è perché forse da lui ci si aspetta (va) qualcos’altro, e penso che sia scontato, superfluo e inutile dire quanto possano essere sbagliati gli atteggiamenti, le idee e i finti programmi politici dei vari Pd e Pdl.

Si rimane delusi da qualcosa o da qualcuno da cui ci si aspetta un cambiamento, non si può rimanere delusi da chi non rappresenta, ex tunc, le tue idee.

Beppe Grillo a Brindisi, durante il suo “tsunami tour”, ha annunciato di voler eliminare i sindacati. Inizialmente ho pensato che fosse giusto, non li vedo di buon occhio e questo si nota anche da un articolo di qualche mese fa in cui attaccavo i sindacati, ma riflettendoci meglio e a cervello aperto, riascoltando le parole di Grillo e soffermandomi sulle frasi e sui termini usati, per un attimo ho avuto paura di quest’uomo.Angeletti-Bonanni-Camusso-contro-Grillo-300x225

Eliminare i sindacati significherebbe concedere, a chiunque sia al Governo, di poter bistrattare gli operai senza una tutela collettiva; ripeto, sono d’accordo che i sindacati negli ultimi 30 anni hanno contribuito a peggiorare la situazione degli lavoratori ed è da ipocriti non affermare che sono collusi con il potere politico. Però questo posso affermarlo io, che non sono nessuno, ma non un leader di un movimento politico che, molto probabilmente, entrerà in Parlamento e che fa della democrazia il suo grido di battaglia.

Da un leader di partito mi aspetterei che dicesse che i sindacati hanno fallito e che farà di tutto per risollevare la figura del lavoratore, ripulendo i sindacati dalle mele marce che da anni speculano sulla pelle dei tanti iscritti cercando di tutelare i diritti di tutti i lavoratori attraverso dei sindacati che partano dal basso; sono i lavoratori stessi a dover decidere, eliminando i vertici, introducendo una struttura orizzontale.

Ma la cosa che fa veramente paura, ripeto, sono i termini: “eliminiamo”, “non possiamo lasciare andar via tutto. Mettiamo un dazio ai cinesi, vaffanculo”, ecc.

Grillo, sbaglia perché si erge a giudice assoluto del bene e del male, e così facendo mette in secondo piano le idee e l’attivismo dei tanti che credono in questo progetto.

Un altro aspetto significativo è che Grillo imponga ai suoi di non andare in televisione e di non avere rapporti con la stampa. L’unico che parla con il pubblico, l’unico che decide deve essere lui.

Perché? A maggior ragione, se si ritiene che i media sono esperti volponi che riescono, spesso, a rigirare la frittata, i grillini, se convinti di esser portatori di idee sane e giuste non devono far altro che aprirsi al confronto e al dibattito, anche mediatico per dimostrare la giustezza del proprio programma di Governo.grillo-194372_tn

Termini che sono sintomo di intolleranza verso qualcosa di diverso; e se qualcuno proponesse di eliminare Grillo, il comico come reagirebbe?

Le belle parole del programma del Movimento 5 Stelle e l’aver individuato tanti problemi che attanagliano questo paese da anni non consentono a Grillo di dover essere poco democratico; un po’ di democrazia in più da parte del leader del M5S, forse, aiuterebbe a far acquistare maggiore credibilità al Movimento.

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