“La sveglia è suonata”. Occupazioni abitative in tutta Roma

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6 aprile 2013 di Il Komboloi

Nuova ondata di occupazioni abitative a Roma. Degage e Tsunami Tour: riemerge l’onda e spazza via la speculazione edilizia.occupare

Nuova ondata di occupazioni abitative a Roma. Così come è avvenuto il 6 dicembre del 2012, anche oggi Roma è stata “invasa” da studenti e precari che hanno occupato molteplici palazzi ormai abbandonati da anni. Se a dicembre gli stabili occupati si aggiravano intorno alla decina, oggi si parla, per ora, di 13 spazi occupati.

Il movimento Degage ha occupato uno stabile pubblico nei pressi di Piazza Galeno, in via Antonio Musa. Abbiamo contattato un occupante che ci ha riferito che per ora la situazione è tranquilla, c’è solo una pattuglia della polizia di guardia, chiamata dal portiere dello stabile.

Nel comunicato stampa di Degage si legge: “Lo stabile sta per essere svenduto ai privati, per adibirlo a studentato. Vogliamo rimarcare ancora una volta come l’unica soluzione all’emergenza abitativa sia la riappropriazione diretta. Le risposte fornite dalle amministrazioni comunali non sono mai state sufficienti né tantomeno -e volutamente- risolutive; facendo da sempre l’occhiolino ai palazzinari hanno permesso, al ritmo delle colate di cemento, uno smisurato ingrandimento della città e, allo stesso tempo, una speculazione sul costo degli affitti che oramai possono arrivare fino a 500€ per una stanza singola”. (l’intero comunicato a fondo pagina). Gli occupanti hanno lanciato un’assemblea pubblica alle 17 per cercare di rendere partecipe chi vive in zona della problematica abitativa che ormai colpisce una fetta sempre più ampia di cittadini.

“Proprio nel momento in cui si vorrebbe riversare su Roma una nuova valanga di cemento privato approvando, in zona cesarini, una nuova sfilza di delibere cosiddette “urbanistiche” che in realtà rappresentano l’ennesimo “Sacco di Roma” – scrivono in un comunicato Movimenti per il Diritto all’Abitare, Coordinamento Cittadino di Lotta per la Casa, Blocchi Precari Metropolitani, Action e Comitato Obiettivo Casa – Del resto le ombre nere dei Re di Roma sono già pesantemente entrate in campo nella competizione elettorale che porterà ad eleggere a fine maggio il nuovo sindaco. E’ compito di tutti e tutte noi fermarli – proseguono – Far emergere un’altra idea di città. Un’altra Roma da costruire e conquistare insieme. Anche per questo abbiamo deciso di collegare oggi, in una grande giornata di lotta e mobilitazione le lotte per l’abitare con quelle contro le discariche, gli inceneritori e tutte fonti di nocività che distruggono i territori e le salute”.

Un altro appello riecheggia sulle pagine facebook: “ROMA 6 APRILE 2013 ORE 13 la sveglia è di nuovo suonata. Se stai vivendo con la paura che l’ufficiale giudiziario bussi alla porta di casa per eseguire lo sfratto o il pignoramento. Se negli ultimi anni o mesi hanno visto l’affitto della tua abitazione aumentare a dismisura fino a raddoppiare o persino a triplicare. Se non ce la fai più a pagare mutui e affitti improponibili. Se sei disoccupato o disoccupata, precario o precaria. Se arrivare alla fine del mese comunque è diventata una missione sempre più impossibile. Se stai pagando il prezzo di una crisi che certamente non hai contribuito a generare e la tua vita sta diventando un incubo, non ci dormire sopra, vieni con noi, riprenditi ciò che ti spetta, OCCUPA LA CITTA’ !”

Tsunami tour, questo è il nome di riferimento per questa nuova ondata di occupazioni, nome che potrebbe far pensare allo tsunami tour di Beppe Grillo, ma in realtà il nome non ha nulla a che vedere con le politiche di palazzo portate avanti dall’ex comico genovese.

Altre azioni hanno preceduto le occupazioni di stamattina; nei giorni scorsi i movimenti hanno bloccato il cantiere di via De Chirico-Tor Sapienza, di proprietà del gruppo Caltagirone. “Basta cemento, basta speculazioni inutili alla città; la vera soluzione al problema dell’emergenza abitativa è comperare a prezzo di costo i 51.000 alloggi, che ormai da troppo tempo sono vuoti”, commenta Andrea Alzetta – Presidente Roma in Action all’Assemblea Capitolina.

Comunicato stampa Dagage

Oggi, il progetto Degage! ha deciso di occupare uno stabile pubblico abbandonato, che sta per essere svenduto ai privati, per adibirlo a studentato. Nella giornata in cui i movimenti di lotta per la casa hanno occupato contemporaneamente decine di stabili vuoti, vogliamo rimarcare ancora una volta come l’unica soluzione all’emergenza abitativa sia la riappropriazione diretta. Le risposte fornite dalle amministrazioni comunali non sono mai state sufficienti né tantomeno -e volutamente- risolutive; facendo da sempre l’occhiolino ai palazzinari hanno permesso, al ritmo delle colate di cemento, uno smisurato ingrandimento della città e, allo stesso tempo, una speculazione sul costo degli affitti che oramai possono arrivare fino a 500€ per una stanza singola. Nella sola città di Roma, a fronte di un’emergenza abitativa che coinvolge 50.000 famiglie, gli stabili vuoti sono ben 260.000! Un’ occupazione di studenti non vuole essere corporativa ma dare un’indicazione, un esempio di come, organizzandoci insieme, possiamo migliorare materialmente le nostre condizioni.

La riappropriazione diretta, come mezzo e non fine ultimo, è infatti una pratica conflittuale facilmente realizzabile e, soprattutto, riproducibile. Ci auguriamo che di studentati come il nostro ne nascano altri cento! Pensiamo che sia legittimo riappropriarsi di tutto quello che non abbiamo, non ci stiamo a rispettare i canoni del sentire comune che impongono a un giovane di desiderare “ma non troppo”, di non essere “schizzinoso”, facendo così della retorica dei “sacrifici giusti” le catene della nostra generazione. Siamo convinti che solo insieme possiamo liberarci da queste catene!

Se non lo facciamo noi nessuno lo farà per noi, infatti, le risposte che l’istituzione universitaria offre ai suoi iscritti sono a dir poco insufficienti, anzi non fanno altro che aggravare la situazione! A fronte dell’ aumento delle tasse universitarie, gli alloggi e le borse di studio sono elargiti dall’università in base al merito, un merito “all’italiana” che esclude automaticamente chi non ha alle spalle una famiglia che può sostenerlo e gli studenti-lavoratori che, non solo non hanno nessun tipo di agevolazione ma, se fuoricorso, come spesso accade a chi lavora e studia, si vedono le tasse raddoppiate. La gestione mafiosa del nostro ateneo, come confermano le inchieste sul magnifico rettore Frati, è stata volta più al mantenimento del proprio potere e dei propri interessi che alle necessità degli studenti!

Abbiamo imparato che divenire autonomi, costruire la nostra vita e il nostro futuro, significa iniziare a lottare: riprendersi le strade, occupare uno stabile abbandonato o scioperare al lavoro. Sentiamo urgente il bisogno di una risposta concreta ed efficace all’ attacco che subiamo ogni giorno sulla nostra pelle e crediamo che solo riappropriandoci di tempo e reddito, possiamo conquistarci una vita dignitosa.

Mentre noi, sottoposti a ritmi frenetici, cerchiamo ogni giorno di cavarcela in qualche modo, ai piani alti del nostro paese si cerca, con fantasiosi stratagemmi, di uscire dall’empasse dell’impossibilità di costituire un governo, di questa ingovernabilità del paese. Roma, nel suo piccolo non è da meno, con il teatrino delle primarie e le future elezioni. Alla luce di ciò ripetiamo che non saranno il nuovo politico di turno né un rimpasto dell’attuale classe dirigente né tanto meno dieci “saggi” a risolvere la situazione. Vogliamo che se ne vadano tutti a casa, a tutti questi politicanti e ai loro lacchè urliamo Degage!, lo slogan che ha accompagnato la cacciata di Ben Ali in Tunisia. Vogliamo liberarci da questa schiavitù, vogliamo sognare e siamo qui e ora pronti per costruirci un’ipotesi di vita che vada oltre il termine del contratto precario e sappiamo che le uniche strade percorribili sono quelle della riappropriazione e della lotta.

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