Spari e “stupri” a Palazzo Chigi

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30 aprile 2013 di Il Komboloi

Un uomo spara 7 colpi di pistola contro due carabinieri davanti Palazzo Chigi, il nuovo Governo giura davanti al Presidente della Repubblica e il mondo del web esprime solidarietà all’attentatore.201617

“Volevo colpire i politici perché non ci aiutano, siamo nei guai e loro non fanno nulla”. Queste le parole di Luigi Preiti, l’uomo che, alle 11,40 di stamattina, ha aperto il fuoco contro due carabinieri davanti Palazzo Chigi, proprio mentre il nuovo governo Letta, prestava giuramento.

I media, sin dall’inizio, non hanno fatto altro che puntare il dito contro Luigi Preiti, additandolo come uno “squilibrato”. Bisognerebbe imparare ad usare i termini giusti per non accusare chi non si conosce. Sono stati gli stessi pm, qualche ora dopo, a smentire i titoli dei grandi giornali, affermando che non si tratta assolutamente di uno squilibrato, ma di un disperato. Tant’è che per ora la procura non chiederà alcuna consulenza psichiatrica.
Sicuramente si tratta di un gesto estremo; è palese che si sta parlando di una persona che non ha più nulla da perdere dopo aver perso, a quanto pare, famiglia e lavoro, cioè tutto.

È necessario sottolineare che non ha mai ragione chi stupra un Paese intero, chi, seppur classe dirigente del Paese, non riesce ad individuare le problematiche che i cittadini sono costretti ad affrontare. Ancora una volta, ciò che si dovrebbe trarre da questa vicenda, è il distacco totale tra chi brinda un giuramento privo di etica e moralità e chi, fuori dal Palazzo, mette in gioco la propria vita perché non ha più le forze e la fantasia per immaginare un futuro migliore.
Questa lontananza della classe dirigente dalle problematiche sociali, non fa altro che fomentare chi è, appunto, disperato, con il rischio di ritrovarsi sotto il Parlamento mille Preiti.

Alcuni carabinieri hanno rilasciato queste parole all’Huffingtonpost: “E’ il gesto di un disperato. I politici non lo sanno che vuol dire prendere 800 euro al mese, entrare in un negozio e non poter comprare nulla a tuo figlio… Ecco cosa succede se non lo sanno”. “Si capiva che era un gesto di rabbia, ma loro non lo sanno, vivono in un mondo loro, non capiscono che poi la gente se la prende con noi che facciamo servizio in strada…”. Aggiungono: “I politici stanno tirando troppo la corda”.

Il nuovo Governo non è altro che il proseguimento di quelli che sono stati i governi degli ultimi 20 anni, governi in cui possono cambiare i nomi e le appartenenze partitiche ma rimangono uguali nel l’agire e nello status: saccenti e aristocratici.
Un bel passo in avanti si avrebbe se la classe dirigente, tutta, non si fermasse solo a condannare un gesto disperato ma contribuisse ad analizzare le cause di quanto successo; perché questa persona ha incanalato la propria disperazione in un gesto così estremo. Ricordando che il gesto compiuto da Preiti è tanto estremo quanto il suicidio.
Dall’inizio del 2013 ad oggi, sono circa 16 le persone che hanno deciso di togliersi la vita per problemi economici. Un dato che è destinato a scardinare quello del 2012, 89 suicidi.

Tentato omicidio o suicidio, non cambia nulla, si tratta comunque di vite rovinate a causa di una gestione del Paese sconsiderata.
A far riflettere è il mondo del web, dove molti commenti degli utenti affermano di essere dispiaciuti che i colpi non abbiano raggiunto i politici, in generale.

A cosa andiamo in contro?

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