Olocausto dei giorni nostri. Parla una madre

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31 gennaio 2014 di Il Komboloi

Ad esprimere il proprio pensiero è una madre. Sta pranzando quando al tg nazionale mostrano le immagini dei “deportati” del Cie di Roma con le bocche cucite. Ritornano in mente le immagini che hanno scandalizzato, solo per qualche ora, l’opinione pubblica: i migranti lavati con una pompa ed acqua fredda, disinfettati come ad Auschwitz. Fatti spogliare nudi, messi in fila al freddo e costretti a sopportare il getto dell’acqua gelida. Tutto ciò accadeva a Lampedusa circa un mese fa.nell'ombra

Ma ritornando alla nostra madre, smette di mangiare, toglie il piatto da tavola e, con l’aria triste e con il cuore gonfio di rabbia si siede sul divano, inerme, con gli occhi tra il lucido e l’irato, e inizia a scrivere:

“Perchè le madri italiane non gridano al mondo il loro dolore per quei figli trattenuti nei campi profughi alla stessa stregua dei deportati di Auschwitz? Perché il Papa, ormai simbolo per la maggior parte degli italiani di un cambiamento, non interviene in maniera seria e dignitosa rispetto a questo problema che gli compete più che mai, poichè lede i diritti umani di chi, alla fine dei conti, non ha commesso alcun reato?

Basta stare a guardare, tutto ciò rappresenta un ennesimo abuso italiano che deve essere affrontato dai rappresentanti delle istituzioni, se appartengono alla categoria umana non possono continuare a rimanere inermi difronte a tutto ciò.

A questo punto sembra inutile ricordare il 27 gennaio come Giorno della Memoria se poi, tutti i giorni la storia si ripete, se a determinati gruppi pseudo-politici viene concesso il benestare nonostante le teorie negazioniste”

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