Telecamera sulla divisa della polizia

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15 maggio 2014 di Il Komboloi

Telecamere sulla divisa della polizia durante manifestazioni e servizi d’ordine negli stadi. Ma il numero identificativo?

Foto di Nicola Gesualdo

Foto di Nicola Gesualdo

 

Qualche mese fa i sindacati di polizia hanno bocciato la proposta, partita dal web, di immettere un codice identificativo sulle divise delle forze dell’ordine. La proposta è stata lanciata da Paolo Scaroni, un giovane tifoso del Brescia rimasto vittima di un duro “scontro” con la Polizia a Verona. 

La risposta dei sindacati è stata chiara, soprattutto attraverso la voce di Marco Letizia: “Attualmente non ci sono le condizioni per una proposta del genere – spiega il segretario nazionale dell’Anfp (Associazione Nazionale Funzionari di Polizia) . Che aveva proposto invece un’altra misura: “Se i nostri poliziotti avessero una micro-telecamera sul casco, pronta a dimostrare in qualsiasi momento la loro condotta, oltre che a favorire, successivamente, l’individuazione dei responsabili di violenze, sarei favorevole non solo al numero identificativo ma anche alla foto con nome e cognome dell’agente”. 

Qui la domanda sorge spontanea, come diceva Antonio Lubrano: chi controllerà i filmati delle telecamere ? 
Ed ecco la risposta, sinceramente non troppo confortante.
La telecamera viene agganciata alla divisa dell’agente, lo strumento si attiva ogni volta che si interviene. Saranno – spiega Sarzanini – i capisquadra dei reparti mobili a tenere il dispositivo elettronico. Ogni caposquadra governa un gruppo di dieci agenti quindi le riprese riguarderanno almeno 1500 uomini. Gli apparecchi hanno una tecnologia digitale e riversano il materiale in un server protetto che però dovrà essere messo a disposizione della magistratura in caso di incidenti o per l’accertamento di altri possibili reati sia da parte dei manifestanti, sia da parte dei poliziotti. 

Prima di arrivare alla magistratura chi avrà a disposizione i filmati? Purtroppo le esperienze passate, come ad esempio le false prove create ad arte da alcuni alti funzionari delle forze dell’ordine durante il G8 di Genova non rassicurano i cittadini. 

La sperimentazione inizierà, con molta probabilità, sabato prossimo durante il corteo indetto a Roma dalla rete “beni comuni” e durerà sei mesi. Uno dei sindacati che ha fortemente voluto l’installazione delle telecamere sul casco dei poliziotti è stato proprio il Sap, il sindacato di polizia che ha riservato 5 minuti di applausi agli agenti che hanno ucciso Federico Aldrovandi.

Chissà a chi andrà l’appalto per la fornitura di telecamere?

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